Una giornata a Ca’ del Buco

In questo tema ho preso 10!! Spero che vi piaccia! ;)

“Pochi giorni fa i miei compagni ed io abbiamo trascorso una fantastica giornata all’insegna del rispetto ambientale e del divertimento a Ca’ del Buco. Situato a circa 500 m s.l.m., è un posto incantevole e confortevole, che comprende 4h di terreno. All’ingresso, una vecchia casa in sasso e un cartello un po’ sgualcito ti danno il benvenuto all’agriturismo. Nel grazioso giardino interno tre gattini scorazzano in libertà. Durante le ore più calde puoi prendere il sole, oppure puoi stare seduto comodamente all’ombra di noci, gelsi, pini e pioppotremuli. Di fianco all’edificio principale in una casetta è nascosto un pozzo di acqua piovana. Uscendo dal giardino colline verdi ospitano ogni varietà di animali.: galline con gallo, capre mangione, pony dolcissimi, oche, coniglietti albini semplicemente stupendi e asini. Nel sentiero per raggiungere la collinetta si sente un forte odore di lavanda e fiori. Nel versante sinistro fitte e rigogliose foreste di marroneti e castagni fanno da casa a volpi, cinghiali, istrici e caprioli. Sopra la seconda collina due grandi recinti racchiudono la pecora Pasquetta, così buona che si porta anche al guinzaglio, e la mucca Clara, rumorosa e affamata. Dall’altra parte della strada c’è un paesaggio mozzafiato: colline e praterie, di una tonalità che varia dal verde scuro al giallo, circondano il paesino di Ronca. A rompere il silenzio ci pensano le campane del paese di Montepastore (un po’ più in alto di Ca’ del Buco) e in lontananza si odono gridi di aquile, stanziate nella montagna vicina, che scendono a cacciare. Questo agriturismo è bello in tutte le stagioni e per tutti: in autunno il bosco si dipinge di rosso, arancio, giallo e marrone; in inverno le colline si trasformano in favolose piste per il bob; in primavera spuntano fiori di mille colori e odori diversi e tutto il paesaggio assomiglia ad un gigantesco arcobaleno; in estate nascono frutti dolci e buoni ed il profumo dell’erba e del fieno aumenta. La padrona di Ca’ del Buco, Paola, è una persona semplice e colta che ha saputo trasformare quattro “pezzi” di terra in un posto fantastico e meraviglioso, adatto a chi ama gli animali e a chi rispetta la natura!”

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 10.0/10 (9 votes cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: +4 (from 6 votes)

La gita a Rovereto

Il primo pensiero al pronunciare la parola “gita” fa risvegliare in noi ricordi di giornate splendide passate in compagnia.

Quest’anno la nostra gita scolastica si è svolta a Rovereto il 16 e 17 febbraio.

Arrivati a destinazione a bordo del maestoso “Bologna Team Bus” i professori ci hanno divisi in due gruppi e siamo andati al Mart, museo d’arte contemporanea, per svolgere un laboratorio.

Usare colori, creare un viso, lavorare la creta e progettare hanno fatto diventare divertente  e interessante l’attività al museo. Contemporaneamente, l’altro gruppo è andato al museo della Robotica e qui un’ anziana signora ci ha accolto in attesa dell’arrivo dell’istruttore.

Dopo pochi minuti è apparso davanti a noi un un tizio vestito alla Bob Marley con aria molto intellettuale, che ci ha illustrato il processo per realizzare un robot.

Arrivata finalmente l’ora di pranzo ci siamo riparati dalla pioggia sotto un capannone del parco comunale, infestato dai piccioni. Dopo una lunga scorpacciata ci siamo incamminati verso una piccola piazzetta nel centro del paese per mangiare un buon gelato.

A proposito di “buon gelato”, beh di buono non c’era proprio un bel nulla, dopo questa esperienza ci siamo convinti che i gelatai di Rovereto dovrebbero dedicarsi a cucinare polenta e strudel di certo non il gelato. Verso sera siamo arrivati alla destinazione che più desideravamo, cioè il mitico ostello della città. Dopo qualche partitella a briscola e a poker abbiamo cenato. Tutti si aspettavano una buona polenta con ragù di capriolo e invece è apparso davanti a noi un piatto caldo con pennette alla matriciana, a seguire cotoletta alla milanese e patate al forno.

Prima di tornare tutti nelle camere i professori ci hanno costretto a giocare ancora a carte.

La nottata è stata abbastanza movimentata e i risultati di sono visti al mattino con occhiaie e sbadigli da leoni.

Subito dopo un’abbondante colazione abbiamo fatto le valige e siamo partiti con il nostro fantastico pullman per avviarci verso Monte Baldo. Arrivati ci siamo muniti di ciaspole ed abbiamo così iniziato la nostra strabiliante escursione nel bosco.

A metà del percorso, nel bel mezzo del nulla, è cominciata tra i più scalmanati una guerriglia con palle di neve, comandata da un adulto con lo spirito da bambino: il Prof. Filippo Becca.

Le vittime, pur essendo colpite costantemente, non erano così fradice come i veri guerrieri.

Al termine dell’ avventura siamo arrivati in una grande vallata dove ci siamo rotolati fino allo sfinimento. Il ritorno verso la civiltà, cioè la baita con le pizze, è stato un po’ più fiacco  ma finalmente abbiamo raggiunto la meta come guerrieri al ritorno da una battaglia.

Abbiamo pranzato in una bellissima baita dove facevano buone pizze e una strana versione della torta di mele.

Purtroppo la gita si è conclusa li, in quella baita e con il ritorno, quindi, a Bologna.

Nonostante la durata della gita sia stata breve, è stata un’esperienza meravigliosa e indimenticabile ed ha rafforzato il rapporto tra noi ragazzi e i professori;  quest’anno, finita l’avventura delle medie, molti di noi dovranno salutarsi con un addio ma per alcuni, speriamo, sia possibile un arrivederci.

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 5.8/10 (9 votes cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: +1 (from 5 votes)

La gita a Rovereto

A metà febbraio le classi III B e III A hanno avuto l’occasione di passare due giorni  nella bella, ma piovosa, cittadina di Rovereto, situata nei pressi di Trento, nel Nord Italia.

Il programma della gita scolastica era organizzato in modo tale che il divertimento non mancasse mai in ogni attività e che le due giornate non avessero ore “buche” in cui la noia prendesse il sopravvento.

La partenza era prevista alle ore 6,30 da Piazza Bonazzi, situata in centro a Calderino; il viaggio sarebbe dovuto durare circa tre ore e mezza, senza contare che gli studenti avrebbero viaggiato con l’autobus ufficiale del Bologna!

Salite sul bus, le professoresse, nel far l’appello, si sono accorte dell’assenza di un alunno che, avendo trascritto male gli orari della partenza, non era ancora arrivato.  Quando quest’ultimo  si è presentato, finalmente i ragazzi hanno cominciato la loro avventura.

Appena arrivati, gli alunni, accompagnati dagli insegnanti, sono scesi dall’autobus e, dopo aver constatato che l’umidità non mancasse all’appello, si sono divisi in due gruppi.  Il programma prevedeva che il primo gruppo dovesse visitare il Museo Civico di Robotica, mentre il secondo gruppo, tra un litigio e l’altro, il Mart di Rovereto.  Poi al pomeriggio i due gruppi dovevano cambiare il turno delle attività.

Al museo della Robotica un insegnante ha spiegato agli alunni il linguaggio, assai complicato, dei famosi robot, illustrandoli con degli esempi concreti.  Dopo le spiegazioni, il docente, ha chiesto ai ragazzi di ricomporre i robot smistati sui vari tavoli e di programmarli con i computer a loro disposizione per fargli eseguire delle forme geometriche.  I vari gruppetti si sono messi all’opera componendo dei fantastici robottini e chiamandoli con nomi buffi e divertenti come Charlie.  La creazione delle forme geometriche, invece, è stata molto più difficile, dato che alcuni robot hanno preso la divertentissima iniziativa di girare per la stanza in autonomia.

Mentre il primo gruppo si intratteneva con i simpatici robot, il secondo si divertiva a calcare la faccia di un compagno con dei fogli di alluminio.  Finito il lavoretto, una guida ha mostrato loro l’esposizione di Modigliani, spiegando le varie sculture e i dipinti.  Il giro prevedeva anche una piccola tappa in cui il gruppo doveva cercare di ricreare, con solo un pastello, una figura identica a quella mostrata dalla guida; tornati nell’aula del Mart, l’accompagnatrice ha chiesto ai ragazzi di ricreare con la creta una scultura dell’artista.  Alla fine dell’impresa, c’era più argilla sui ragazzi e nella stanza che sulle tavolette in cui dovevano lavorare. Dopo quei bei momenti, i due gruppi si sono riuniti sotto un gazebo infestato da piccioni attaccabrighe per poi, finalmente, pranzare.

Finito l’intervallo si sono invertite le attrattive.

Tutte e due le classi hanno poi alloggiato all’Ostello della cittadina, l’unico della zona, denominato, con ben poca fantasia, “Ostello di Rovereto”.

Alla sera le classi hanno cenato con le specialità del luogo, particolarmente gradite, dal momento che la “critica culinaria”, che digiuna ogni giorno, a mensa ha finito tutto quello che ha trovato nel piatto!

I ragazzi si sono poi coricati dopo aver visto in televisione una partita di calcio, anche se prender sonno è stata veramente un’impresa.

La giornata successiva è iniziata molto presto: alle 7,00 di mattina, in quanto era previsto un giro nei boschi del Monte Baldo, con una guida del luogo, che si è poi rivelata molto simpatica. Un pullman ha portato le classi al punto di ritrovo, dopo un percorso pieno di curve.

Quest’escursione, per la gioia di tutti i ragazzi, doveva essere effettuata con le “ciaspole”: durante il tragitto in mezzo alla neve la guida alpina ha spiegato ai ragazzi come riconoscere le impronte e i segni lasciati dagli animali sulla vegetazione, mostrando loro anche parti del corpo di animali vari. La camminata è durata per ben tre ore e i ragazzi erano immersi in un tappeto di  neve così bianco che si confondeva con il cielo ma il divertimento e la bellezza del paesaggio sono stati una valida ricompensa.

Il giro del bosco si è concluso con una bella battaglia a palle di neve e con una successiva rinfrescata nel ruscelletto, che era da scavalcare e che ha strabiliato i ragazzi con la sua acqua gelida e purissima.

Sfinite, le due classi sono rientrate e, tirando sospiri di sollievo, hanno assaporato una buona pizza nella baita lì vicino.

Il ritorno è stato assai triste e silenzioso perché effettivamente il divertimento non era mancato, ma ormai era finito.

Dopo aver vissuto questa piccola avventura, tanto istruttiva quanto divertente, il ritorno alla realtà è stato brusco; tuttavia la gita è piaciuta molto anche perché ha rafforzato le amicizie tra i ragazzi.

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 7.2/10 (5 votes cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: +2 (from 4 votes)

La V B di Monte San Giovanni si prepara alla gita a Roma

Noi alunni della classe V B di Monte San Giovanni, come ultima gita della scuola primaria, andremo a visitare Roma, per approfondire le nostre conoscenze sull’Impero Romano e vedere dal vivo i monumenti che abbiamo studiato.

Per prepararci a questa esperienza con il maestro Giuseppe, insegnante di religione, abbiamo deciso di creare una piccola guida. Ognuno di noi ha realizzato una copertina, abbiamo poi fatto una votazione per scegliere quella più adatta alle esigenze di tutti.

Per non trascurare le altre copertine, abbiamo comunque deciso di inserirle tutte alla fine della guida.

Ecco la copertina più votata.

La classe VB di Monte San Giovanni

VN:F [1.9.17_1161]
Rating: 8.3/10 (6 votes cast)
VN:F [1.9.17_1161]
Rating: +4 (from 6 votes)